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Stagione orribile Torneremo grandi

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 (Del 8/6/2007 Sezione: Aosta Pag. 79)   
  IL TECNICO DELLO SNOWBOARD
“Stagione orribile Torneremo grandi”


 La primavera, per chi passa l’inverno a lavorare sulle piste da sci, può essere utilizzata per fare cose diverse: un viaggio, un secondo lavoro oppure un altro sport. Come Luca Pozzolini, 30 anni, allenatore della squadra italiana di snowboard cross di Coppa del Mondo, ha deciso di imparare a giocare a golf. Per ora l’handicap è 16, ma riesce a vincere lo stesso.

Ha deciso di dedicarsi al golf per cancellare i brutti pensieri?

«La scorsa stagione è stata un disastro, la peggiore da quando sono responsabile del gruppo di Coppa del Mondo. Sembra assurdo ma nel 2005/06 eravamo la squadra migliore al mondo, al pari degli Stati Uniti, avevamo 5 atleti nei primi 30. Ora ne abbiamo solo due: abbiamo perso più del 60 per cento dei posti».

Quali le cause di questa débâcle?

«Inutile cercare delle scuse: c’è stato un mix di fattori negativi. Abbiamo iniziato tardi gli allenamenti perché dopo le Olimpiadi il settore andava del tutto riorganizzato, poi è saltato l’allenamento in Sud America e abbiamo sciato sui ghiacciai fino a dicembre per la mancanza di neve. Poi gli infortuni: Francesco Sandrini è fermo dall’anno scorso per una necrosi all’anca, Federico Raimo (valdostano, argento ai Mondiali Junior) si è rotto un braccio alla prima gara Fis a gennaio e quindi lo recuperiamo solo adesso, Luca Guerini si è spaccato il piede in riscaldamento alla prima gara di Coppa. Abbiamo potuto contare solo su metà della squadra e l’unico che è riuscito a regalarci un podio è stato Simone Malusà (sci club Courmayeur). Mio fratello Stefano (Cse) ha fatto una stagione al di sotto delle sue possibilità».

Per ora in Coppa del Mondo gareggiano solo gli uomini, quando le prime donne?

«Nel settore femminile c’è da lavorare molto: non abbiamo mai avuto un’atleta in grado di gareggiare ai livelli della Coppa. Ora puntiamo molto su Raffaella Brutto (La Thuile). E’ migliorata parecchio e se continua così forse sarà lei la prima azzurra dentro un boarder di Coppa. Lì però la musica è diversa rispetto al circuito europeo: la velocità è alta e ci va una super tecnica».

La squadra di Coppa ha un’età media di 30 anni e i giovani faticano a emergere. C’è un motivo?

«Da quando ho iniziato gli atleti forti di Coppa del Mondo sono praticamente gli stessi: ho solo due giovani promesse del 1986 e uno è il valdostano Federico Raimo (Cse). Per questo motivo abbiamo deciso di modificare la struttura della squadra B, allenata da Michel Glarey, e creare un gruppo composto solo dai nati prima del 1987 per farli crescere e migliorare in modo che abbiano tecnica e tattica per arrivare alla Coppa del Mondo. Ne fanno parte Fabio Corti (Val d’Ayas), Luca Matteotti (Aosta Snowboard Club) e Raffaella Brutto. Il problema è che c’è una grossa difficoltà a far evolvere questo sport dal punto di vista agonistico: non ci sono le strutture organizzative che esistono nello sci alpino. Non c’è un vivaio dove scovare gli atleti, gli unici comitati che lavorano bene sono la Valle d’Aosta e l’Alto Adige, e ora la Lombardia. Ma sempre troppo poco».

E visto che il vivaio è valdostano, cosa ne pensa dei giovani che sono in squadra?

«Preferisco partire dai vecchi che conosco da anni! Simone Malusà, nonostante i 33 anni, ha grande motivazione e fisicamente migliora di anno in anno. Stefano Pozzolini ha grandi possibilità e voglia di riscatto. Federico Raimo è la giovane promessa e puntiamo molto su di lui. I giovani della squadra B sono tutti motivati: Luca Matteotti è fenomenale, ha delle abilità tecniche mostruose, gestisce la tavola in modo incredibile e ha delle capacità di coordinazione eccezionali. Il problema è il peso: 50 chili non sono sufficienti, chi vince in Coppa del Mondo ne pesa quasi il doppio. Fabio Cordi ha il problema opposto: fisico molto forte ma tecnica da migliorare. Poi c’è Raffaella Brutto, la migliore in Italia e grande speranza».

Che obiettivi si pone per la prossima stagione?

«Già essere partiti con i tempi giusti per la preparazione è un buon segno. In questi giorni la squadra A è a Rovereto per l’allenamento a secco, la tavola la metteremo a luglio sul ghiacciaio di Saas Fee che è l’unico ad avere le strutture adatte: pista da boarder, snow park e salti. A settembre andremo in Sud America, a Valle Nevado (Cile), perché la Coppa inizia là. Dobbiamo recuperare posti in Coppa, tornare ai livelli del 2005/06. Solo così riuscirò a pensare con serenità alle Olimpiadi e ai Mondiali del 2009». 

 

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