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Volo e il tempo non esiste più

secolo

Clicca per ingrandire(Il SECOLO XIX 8 dicembre 2011)
Intevista di  LAURA BELLOMI

EMOZIONATA sì, impaurita no. La settimana prossima Raffaella Brutto, regina genovese dello snowboardcross, esordirà in Coppa del Mondo, a Telleuride negli Stati Uniti.

«Sogno le Olimpiadi fin da quando sono bambina, mercoledì inizia la World Cup, per Sochi 2014 mi farò trovare pronta: voglio almeno una medaglia».

Raffaella, aspetta Sochi perché delle Olimpiadi di Vancouver non ha un bel ricordo?
«Esattamente, mancai la qualificazione per un soffio, arrivai diciassettesima quando ne passavano sedici. Ma da allora sono cambiata, ora punto all’oro».

Cosa ci fa una genovese sulla neve?
«Sono sempre andata in vacanza a LaThuile,inValled’Aosta, i miei genitori mi hanno messo sugli sci quando avevo due anni. Sono cresciuta sulla neve, poi a sei anni mi sono stufata emi sono buttata sulla tavola».

Precoce. A quanti anni le prime gare?
«A 8 anni, e nel 2006 sono approdata in Nazionale. Mi ricordo la prima competizione, un gigante, a Pila. Ero l’unica della mia categoria e ho vinto. Sono arrivata prima con il peggior tempo di tutti».

In cosa consiste lo snowboardcross?
«È una specialità che prevede la discesa contemporanea di quattro atlete, che si sfidano su un percorso di salti e difficoltà».

Quali sono i punti più difficili delle gare?
«Permele partenze, perché serve velocità e agilità sulle gambe, mentre io sono potente ma poco rapida».

In cosa si sente forte?
«Nei salti. Preferisco stare in aria piuttosto che con la tavola a terra.
Quando scivolo sulla neve ogni secondo è un rischio, quando invece sono in salto mi sento sospesa e mi rilasso. Prendo fiato, il vuoto mi dà sicurezza».

I suoi salti durano così tanto da permetterle di riposarsi?
«Non so, sarà forse una sensazione, ma mi sembra che in aria il tempo si dilati. In volo percorro da 10  a 25 metri, e nel mentre mi sento come in pausa».

L’anno scorso si è rotta il ginocchio. Ora non ha paura di saltare?
«Subito dopo l’infortunio temevo che avrei perso un po’ di confidenza.
Mi sono fatta operare dal dottor Mazzola, l’ortopedico della Sampdoria, e in sei mesi sono tornata ad allenarmi, decisa come prima».

Durante la riabilitazione ha sofferto la lontananza dalle gare?
«Molto, mimancava l’adrenalina, andavo in pista a prendere il sole e a guardare gli altri ma ero malinconica. Mi sono accorta di quanto per me lo sport dia importante, mi sono ripromessa che non mi sarei più lamentata degli allenamenti pesanti».

Che mondo è quello dello snowboard?
«Molto tranquillo, il circus delle nevi predilige lo sci da discesa. Io mi trovo bene, anche se nel mio giro sono l’unica ragazza che fa bordercross».

Quindi si allena solo con colleghi uomini?
«Sì, ed è un problema. In batteria i ragazzi mi staccano subito, in gara invece si parte tutte assieme e c’è contatto fisico. Con le avversarie, soprattutto nei sorpassi capitano colpi e spinte».

Per potersi allenare meglio si è trasferita a Courmayeur, non le manca Genova?
«Mi manca il mare, per questo torno tutte le estati. Fino alle superiori ho vissuto a Genova, facendo avanti indietro con la Valle d’Aosta.
Poi, quando ho finito la scuola, mi sono trasferita per comodità, e ora ho anche il fidanzato valdostano».

Dove si è preparata per la Coppa del mondo?
«Settembre e ottobre allo Stelvio, novembrea Cervinia, sempre con la Nazionale e il mio allenatore Stefano Pozzolini, con cui mi intendo a meraviglia. È genovese anche lui, come il fratello Luca,che pure mi segue».

Fra i tanti successi quali ricorda come i più belli?
«Il primo Campionato italiano, in cui vinsi, poi i primi risultati in Coppa del mondo, il sesto e il quarto posto del 2009: mi hanno dato la sensazione che avrei potuto far bene».

Quali sono i suoi riti pre gara?
«Non ne ho. Oddio, fino all’anno scorso ero scaramantica, ho usato la stessa calza a maglia per cinque anni, così come la maglietta, tutta lisa e bucata, e in trasferta mi portavo dietro i barattolini di Nutella per far colazione come volevo io....».

Poi cosa è successo?
«In una gara in Argentina, era settembre, mi sono trovata a gareggiare con pile e calzamaglia: sono morta di freddo per rispettare le mie tradizioni. Mi sono resa conto che queste manie mi facevano saltare la testa, le ho abbandonate: la fortuna non esiste, contano gli allenamenti».

Clicca per inggrandireDOPO L’INFORTUNIO, PRONTA ALL’ESORDIO IN COPPA

RAFFAELLA BRUTTO è nata a Genova il 10 gennaio 1988. Fin da bambina sogna le Olimpiadi. Inizia l’attività agonistica con il pattinaggio a rotelle ad Albaro, poi passa allo sci ma dura poco. Il suo futuro lo trova nella tavola, nello snowboardcross. Nel 2001 il debutto agonistico. Gareggia con i colori del CES di Courmayeur dove, tra l’altro si è trasferita per meglio allenarsi. Nel 2005 il primo podio internazionale: Raffaella è terza a Piancavallo in Coppa Europa. Due anni più tardi è seconda ancora in Coppa Europa a Disentis. Nel 2007 un nuovo podio importante: è medaglia di bronzo alle Universiadi di Bardonecchia.
Ancora terza alle Universiadi del 2009 a Maoer Mountain ed quarta in Coppa del Mondo in Valmalenco. Nell’anno olimpico è quinta in Coppa del Mondo a Bad Gastein.
Spera nei Giochi Olimpici di Vancouver ma si deve arrendere : 17^ con tanto rammarico e la voglia prepotente di rifarsi al più presto.
Nel 2011 ai Mondiali spagnoli di La Molina è ottava. Un infortunio la mette fuori gioco. Ora è nuovamente pronta a lanciare la sfida. Durante l’estate allenamenti su allenamenti.
Tra pochi giorni il debutto in Coppa del Mondo a Telleuride negli Stati Uniti.

OGGI RAFFAELLA IN DIRETTA
Oggi alle 10.27 Raffaella Brutto sarà ospite in diretta della rubrica “Le donne del secolo” su Radio19.
Una chiacchierata fra sport e privato con l’atleta genovese che sta per iniziare la stagione in Coppa del Mondo a
Telleuride, negli Stati Uniti

ilsecoloxix.it

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